Racconti dei bambini ospiti del Campo Modena - Shköder

Ardita Mulay - 11 anni

Coi genitori in famiglia siamo 13, non so quanti fratelli ho. Io andavo a scuola , la mamma a casa, il papā col trattore. Tutto il Villaggio Vadarnitz e partito, due miei fratelli sono nell'Uck e un'altro č morto prima di partire, durante il bombardamento dei Serbi. Hanno ucciso anche un fratello di 17 anni e due cugini figli dello zio e quando la granata č caduta nel cortile, č morto anche il nonno. Eravamo tutti nella casa, 30 persone , abbiamo sentito un rumore fortissimo e poi non ricordo niente. Mi sono tanto spaventata. Sono venuta a piedi fino a Kukes, solo donne, bambini ed anziani eravamo. I serbi ci dicevano di alzare tre dita , il che significa negare l'Uck e il Kosovo ed essere serbi. Noi non abbiamo alzato le dita ed allora hanno diviso i maschi dalle femmine. Siamo arrivati a Leuck dopo un mese di viaggio; il papā con compagni ed amici dopo due mesi. Durante il viaggio abbiamo sofferto tanto la fame e la sete. Quando siamo partiti, abbiamo viaggiato ininterrottamente per 5 giorni e 5 notti, i piccoli piangevano e i Serbi mascherati da Uck dicevano: "andate a prendere il pane dagli altri Kosovari!".

Vjosa - 11 anni

Io prima andavo a scuola, la mamma casalinga, il papā andava a lavorare, non so dove. Siamo 3 maschi e 3 femmine, figli e genitori. Siamo partiti dal villaggio, fino alla scuola che č in cittā. Ci ha fermato la polizia serba, noi eravamo sopra il trattore, hanno visto che eravamo tanti, hanno fatto sendere uno zio, poi lo hanno preso in giro: "sei bello! Vuoi una sigaretta?". Noi siamo partiti, lo zio non so dov'č. Una notte abbiamo dormito per strada a Jacon, poi ci siamo diretti in Albania, ci siamo fermati a Kukes, alla fabbrica del tabacco, poi qui. Ho voglia di tornare.

Valbona - 12 anni

Anche io andavo a scuola, la mamma faceva i lavori di casa, il papā ed il primo genito commerciavano il bestiame. Siamo 2 fratelli e 1 sorella. Sono venuti i serbi, ci hanno detto di lasciare la casa e siamo andati in un altro villaggio dove c'erano giā gli abitanti di altri due villaggi. Dopo 1 mese, dovevamo scappare anche da qui; col trattore siamo partiti per la Macedonia. Un parente ci ha detto che saremmo stati pių sicuri in Albania e ci siamo diretti a Ciafdules, siamo scesi, ci hanno messi in fila indiana, hanno preso mio fratello di 7 anni, lo hanno picchiato e gli hanno puntato un'arma contro, lo hanno lasciato in fila. Hanno picchiato anche un altro parente di 42 anni, gli hanno dato un pugno e gli hanno rotto due denti, anche altri sono stati picchiati. Il comandante dei serbi ha detto: "Salite, andate, - poi - no, scendete - poi ancora - andate maledetti!" - non so perchč. Siamo arrivati a Prizren, infine al confine, vicino ad un lago con una puzza terribile. Al confine ci hanno preso tutto, ci siamo fermati a Kukes solo una notte ed abbiamo dormito sui trattori, poi a Scutari. Per tanto tempo non abbiamo mangiato e abbiamo sofferto la fame. Sono qui con la famiglia, ma non sappiamo niente dello zio di 27 anni.

Mulaj Ibadete - 12 anni

Andavo a scuola coi miei compagni; in famiglia siamo 4 maschi e 2 femmine, la mamma casalinga , il babi (il papā) era in Slovenia, appena iniziata la guerra č tornato. Appena iniziati i bombardamenti, sono morti sotto le granate 2 fratelli di 17 e 15 anni e mio cugino di 16 anni e poi non dico pių niente perchč sono venuta con Ardita: Ero triste e le persone vicino a me dicevano che i genitori si sentivano male e ripetevano i nome dei figli che hanno perso. Quando siamo partiti non avevamo niente, i bambini piangevano. A Kukes, abbiamo dormito nella moschea, al campo non c'era posto. A Leje non c'era niente, solo le coperte e si dormiva in terra, e ci davano da mangiare cose non buone: fagioli e carne in scatola. A casa mia mangiavo tutto, patate, pomodori, melanzane, uova, formaggio, cipolle, porri, carne di mucca.

Shqipe Loshi - 12 anni

Siamo in dieci in famiglia, il papā č in Svizzera il nonno a Kukes, io andavo a scuola e la mamma rimaneva in casa a fare i lavori. Un giorno siamo partiti coi trattori fino a Rujai, non č stato faticoso il viaggio. Sul trattore c'erano 2 o 3 vecchiette. A Rujai siamo rimasti per un mese in una casa, poi siamo venuti a Scutari. Abbiamo avuto paura e i serbi ci hanno fermato in due luoghi, ma non ci hanno fatto niente. Abbiamo sempre mangiato grazie agli aiuti, anche a Rujai.

Violete - 12 anni

Prima di venire in Albania abitavo in un villaggio Mujedin, andavo a scuola, la mamma lavorava in casa, il papā era agricoltore e portava al pascolo il bestiame. Siamo in 4, 3 fratelli , 1 sorella. Al ritorno dalla scuola aiutavo la mma nei lavori di casa. Non hanno fatto niente alla nostra casa, poi ho visto da lontano che l'hanno bruciata; ci hanno minacciati e siamo fuggiti; abbiamo viaggiato due giorni e 1 notte, siamo partiti a piedi da Galicen fino a Rujai, che aveva la neve. Poi siamo venuti a Scutari nella fabbrica del tabacco e poi qui, l'accoglienza č stata bella. Io ho solo camminato, abbiamo accompagnato 3 vecchiette che stavano per morire; erano nonni e bisnonni di Besnek, perchč la loro famiglia č partita prima e noi abbiamo aspettato i vecchietti.

Teuta - 12 anni

Io andavo a scuola, la mamma casalinga, il papā mercante di bestiame; con i figli siamo 4 femmine e 4 maschi. Siamo partiti insieme agli altri dal villaggio, a piedi, eravamo tanti, Gli altri avevano i trattori, io ero a piedi. Ci siamo fermati a Jacev, i serbi hanno preso i maschi, anche giovani. Alcune donne, per salvare i figli li nascondevano sotto la gonna e hanno fatto tornare indietro le donne e i bimbi sotto. Abbiamo viaggiato per montagne, avevamo fame e freddo e i serbi hanno dato da mangiare solo alle bimbe e hanno detto agli adulti di non mangiare pane ne' altro. Durante il viaggio hanno picchiato mio fratello e mio papā perchč dicevano che erano dell'Uck. Sono rimasti in prigione per 18 giorni e per tutti č stato cosė. Il papā ed il fratello sono via, in prigione li hanno picchiati, per 3 giorni e 3 notti non hanno dato loro cibo. Poi dovevano mangiare in un minuto, pena la morte. Sono riusciti a fuggire e hanno fatto un lungo viaggio, tanti sono morti perchč i serbi li hanno seguiti, li hanno tanto picchiati e anche mio cugino di 12 anni, durante il viaggio č morto perchč non c'erano medici per curarlo.

Xemajlei Vjosa - 16 anni

Io sono passata sopra i corpi dei morti. Io so giā tutto, non voglio dire niente, non mi piace. Io non ho pių speranze ...... non so dov'č mia sorella. Anche dello zio che č in Germania non ho saputo nulla.


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