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ANDATA E RITORNO
di ALESSIA VILLANI*
Ogni volta che mi è stato chiesto di parlare di questo viaggio, non sapevo da
dove cominciare, come se ogni emozione, ogni ricordo, fossero un tesoro prezioso
stampato nella mente e nel cuore ma impossibile da spiegare a parole, e anche
ora, seppure a distanza di anni, mi trovo ancora a non sapere da dove iniziare.
Da me stessa forse.
Sono partita per la Costa Rica, consapevole che non stavo soltanto andando a
fare un tirocinio o uno stage, e nemmeno a fare del semplice ecovolontariato, ma
mai mi sarei aspettata di vivere un'esperienza così toccante e unica.
Sapevo, o meglio, credevo di sapere, che avrei ricevuto da quest'esperienza
molto più di quello che andavo a offrire, ma non avevo la più pallida idea di
quanto tutto questo mi avrebbe cambiata, aiutata a crescere, ,migliorata.
Sono partita da Modena con un fardello di insicurezze, di dubbi, di paranoie;
per la prima volta nella vita mi stavo mettendo in gioco sul serio, per la prima
volta provavo a sfidare le mie paure, a mettere alla prova le mie non ben
identificate capacità.
E ho vinto; a dispetto di tutti i pronostici che mi davano
perdente, alla faccia di chi mi diceva che stavo scappando, e di chi mi
"incoraggiava" dicendomi "tu più di una settimana non duri tra i ragni, i
serpenti e tutto il resto"; e invece aldilà delle mie stesse aspettative, io ho
vinto.
Ho tirato fuori lati del mio carattere che non sapevo nemmeno di possedere, ho
fatto cose che non mi ritenevo capace di fare, ho sconfitto qualche piccolo
demone personale e per la prima volta in vita mia mi sono sentita totalmente
completa e felice come se avessi finalmente trovato una mia dimensione, un mio
ruolo, una sorta di risposta alle ancestrali domande sul perché dell'esistenza
dell'uomo.
E tutto questo l'ho trovato nella semplicità di una vita fatta di "assenze";
l'assenza della televisione, del cellulare, della luce elettrica, dell'acqua
calda, di uno specchio in cui rivedere il proprio viso ogni mattina; e in questa
assenza ho ritrovato qualcosa di enorme, una strada, uno sguardo nuovo con cui
rileggere la mia vita, .una scala di valori differente, che non era più quella
di prima, non poteva più esserlo.
Può sembrare una sciocchezza, sono stata presa ,in giro affettuosamente da chi
mi diceva che sembravo un saggio anacoreta che ha ricevuto l'illuminazione ai
piedi di una cascata, ma per me è stata una delle tappe più significative della
mia vita.
Un giorno, durante un discorso ufficiale fatto davanti a personalità di
riguardo, abitanti del posto e noi, "umili volontari", un esimio docente di mia
conoscenza, ha detto qualcosa che nella sua semplicità mi ha illuminata; ha
detto "sentitevi speciali, perché voi siete persone speciali".
Chiaramente non si riferiva solo a noi, a me e al gruppo con cui ero partita, ma
soprattutto a tutti coloro che prima di noi erano stati lì, che avevano dato
vita a un sogno e avevano lottato e sudato perché questo sogno si
concretizzasse; ma io ero lì, ad ascoltare una persona molto più speciale di me,
che mi diceva che anch'io, a mio modo, nel mio piccolo, ero speciale; ed io a
questa persona, per la prima volta in vita mia, ho creduto.
Non voglio scivolare nel patetico, ma per una ragazza di 23 anni, timida e
insicura di carattere, sentirsi finalmente speciale, utile e piena di autostima,
sono state "rivelazioni" di per sé talmente nuove e belle che tornare a casa con
queste nuove consapevolezze soltanto avrebbe dato comunque un senso al viaggio.
Quante persone hanno la fortuna di partire e riportare a casa, in valigia, tra i
souvenirs e le guide, anche se stesse? E non dico riportare solo la pellaccia!
E invece ho trovato molto più di me stessa, ho trovato dei compagni di viaggio
assolutamente unici che mi hanno dato il calore di una grande famiglia, con. cui
ho potuto parlare, condividere i bei momenti, ma anche confrontarmi su argomenti
meno piacevoli; persone che, pur non conoscendomi, mi hanno fatta sentire
apprezzata e capita, che mi hanno sostenuta nei momenti più difficili e che
magari del tutto inconsapevolmente mi hanno aiutata a fare qualche piccolo passo
avanti nel mio percorso
personale, ad aprirmi un po' di più al mondo, alle novità e alle possibilità.
Non ho viaggiato moltissimo nella mia vita, ma quello che ho potuto dedurre
dalle esperienze passate, è che i compagni di viaggio, molto spesso, fanno il
viaggio; puoi trovarti nel posto più spettacolare del pianeta, ma se non sei
insieme alle persone giuste, non te ne rendi nemmeno conto.
E quindi è senza dubbio anche merito di tutti loro, se questo viaggio è stato
così bello e ricco.
E poi ci sono gli amici di Costa Rica, persone straordinarie che con la loro
semplicità, gentilezza, onestà, generosità, mi hanno regalato tanta forza, tanta
energia, e molti spunti nuovi su cui riflettere per cercare di migliorare me
stessa e la mia vita di tutti i giorni.
Persone che nella nostra ottica di occidentali consumisti non hanno niente, ma
che invece a mio parere hanno molto più di quanto chiunque di noi potrebbe
desiderare: la dignità, lo sguardo fiero, il sorriso aperto e cordiale, il cuore
enorme; persone ancora capaci di dividere una cena parca con dei perfetti
sconosciuti, di aprire la propria casa a degli estranei.
Devo davvero tanto a queste persone, anche se esprimerlo a parole è estremamente
difficile; di sicuro dentro di me ci sarà sempre un posto speciale, in
particolare per alcuni di loro, perché se già qualcosa di me è cambiato in
meglio, se mai riuscirò a diventare la persona che voglio, lo dovrò anche a loro
e alle loro lezioni, a volte espresse con le parole, altre volte apprese
semplicemente dai gesti o dagli sguardi; lezioni semplicissime agli occhi di
qualcuno, forse, ma vitali per me.
Sono passati più di 2 anni dal mio ritorno a casa, apparentemente sono tornata
alla mia vita di sempre, a tratti ho rischiato di farmi inghiottire nuovamente
da quel meccanismo strano, complesso e soffocante che è la quotidianità, fatta
di tempi e luoghi spesso imposti dalla società e dagli altri, in cui altrettanto
spesso non trovano posto momenti di benessere, di riflessione; ma io, come ho
detto, ho un tesoro prezioso dentro di me, i ricordi, e a quelli posso fare
appello in qualunque momento, ritrovando all'istante la stessa sensazione di
pace e armonia che ho vissuto allora, ritrovando forza ed energia, perché se
sono stata coraggiosa e capace una volta, posso esserlo ancora, perché se ho
scoperto quali sono le cose che rendono la vita speciale, posso in qualsiasi
momento chiudere in una scatola tutti i malumori, i piccoli stress, gli
imprevisti quotidiani e dedicarmi solo alle cose realmente importanti.
E questa è una cosa che nessuno può togliermi e che anche se non risolve i
problemi, sicuramente mi aiuta ogni giorno ad affrontarli.
Niente male come souvenir!
* Alessia Villani ha partecipato alla spedizione CR 2003
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